Brand War in Italian Politics

kris, November 24th, 2010

The communication warefare between Berlusconi and Fini and the rest of the politic landscape also includes a war on Brands.  Berlusconi and Fini together used the name “Popolo della Libertà” for their joint venture and with it they won the last elections. Now that they are splitting up both claim the exclusive right to use the Brand.

Fini’s comrade-in-arms Italo Bocchino says Berlusconi can not use the brand without Fini. Bocchino is also co-founder of other politcal brands like Futuro e Libertà per l’Italia and Generazione Italia.

Maybe none of the parties will use the brand Popolo della Libertà, they might do variations, which evoke the original brand, or instead create a new brands and claims as simple as “Berlusconi for President”,  or return to old brands, like the famous Forza Italia.

One is for sure: we will see lots of creativity and enormous investments in tactical communication within the next weeks, which also involves design and branding, as an excerpt form the “corriere della sera” of today proves:

A really funny coincidence is the SONY ad, with its claim “make.believe”. Here you can download the complete article.

Some excerpts from another article of the same newspaper:

… finiani puntano […], che per utilizzare il simbolo in campagna elettorale Silvio Berlusconi ha bisogno dell’autorizzazione di tutti i soci fondatori del partito. …

GUERRA SUL SIMBOLO – Dunque sul nome del Pdl è partita la guerra di nervi e parole. Nella banca dati europea che certifica la titolarità di marchi e simboli, l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (Oami) fornisce le seguenti risposte alla chiave di ricerca «Popolo della libertà»: ci sono «Il popolo della libertà nel mondo», «Partito del popolo della libertà», «Popolo della libertà», «Partito del popolo della libertà», «Popolo della libertà». In pratica, il «Partito del popolo della libertà» e «Popolo della libertà» ricorrono due volte, una volta con il simbolo e un’altra volta senza simbolo, mentre il primo della lista, dispone di un simbolo. Nei cinque casi, denominati «marchi comunitari», il nome del titolare risponde a quello di Silvio Berlusconi. Il deposito è avvenuto il 19 febbraio 2008 per «Il popolo della libertà nel mondo» e il 19 novembre 2007 per tutti gli altri, esattamente il giorno successivo a quello del «predellino» quando il Cavaliere lanciò la sua nuova creatura in piazza San Babila a Milano. …

Normality and ecception in the advertising world!

Nicolo, October 11th, 2010

Dove is became an ecception in matters of advertising by showing normality..

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the brand “Dove” also created a mini-site called

per la bellezza autentica

so: for the autentic bautyness…

FOOTBALL IS DEAD!

Nicolo, October 11th, 2010

No more footbal fun soon?

Italian second tier outfit Triestina have come up with a novel way to deal with their disappointing attendance figures. Struggling to fill their 32,454-seat Stadio Nereo Rocco, the club took the decision to close one of their stands for the entire season.

But rather than face the embarrassment of playing in front of thousands of empty seats, the stand has been covered with giant posters of fake fans.

The plan seems to be working a treat so far. Triestina won their match against Pescara 1-0 on Sunday, the stand closure was vindicated by an attendance of 3,810 genuine supporters, and those flat supporters not only seem to be having a great time, they also look good for the TV cameras.

more here.

Pink Hitler in Sicily

Dirk, October 7th, 2010

An advert for a small clothing shop in Palermo that features Adolf Hitler dressed in pink has provoked outraged reactions in Italy.

Have a look and make your own opinion about it.

FIND IT!

Nicolo, October 1st, 2010

Interessante rubrica di Repubblica,

L’AMACA a cura di Michele Serra.

INTERNET! THE LAST DEMOCRATIC SPACE… NOT ANYMORE!!!

Nicolo, September 30th, 2010

Bastava il monopolio sulle fonti di informazione? Nè avevamo abbastanza di vedere  RETE 4 trasmettere liberamente su frequenze che non gli appartengono?

Si certo! Ne avevamo abbastanza.. e ci siamo riversati sul web.. abbiamo cominciato a preferire il video on-demand di YouTube…ora sembra non sia più sufficiente!!!

Secondo il Blog del giornalista Mario Tedeschini Lalli i colossi della TV italiana stanno intervenendo in massa a censurare anche in terreni apparentemente liberi cone YouTube.

Nel complesso i Paesi del mondo che hanno fatto una qualunque richiesta di cancellazione di elementi informativi dai servizi di Google sono solo 35 e 17 di questi hanno fatto meno di 10 richieste, per le quali non sono forniti dettagli quanto a servizio coinvolto o numero di elementi da cancellare. Uno, la Cina, proibisce a Google di fornire questi dati perché “considera le richieste di censura un segreto di stato” (!).  Dunque la classifica riguarda 17 Paesi. Ecco qui:

Clicca per scaricare il file in formato excelSu cosa esattamente voglia dire questo primato italiano nella censura di YouTube possiamo fare solo delle ipotesi. La mia è che si tratti di un massiccio intervento dei canali televisivi che richiedono ed ottengono la cancellazione di clip video tratte dai loro programmi. Anche l’altissima media di elementi da cancellare per ogni richiesta sembra indicare che le richieste siano in gran parte di istituzioni che hanno interessi plurimi.

via http://www.aduc.it/