Archive for September, 2010

Dalla parte delle donne vere

Chiara, September 30th, 2010

Il Brand diventa fatto sociale, culturale, politico.
Nell’articolo riportato nel blog di Elena Mirò un elenco di giornali che denunciano ll’esclusione dalle sfilate milanesi le modelle tg.44, ed è polemica.

Era il 2006 quando per la prima volta in Italia il Ministro per le Politiche Giovanili, allora Giovanna Melandri, recependo una direttiva Europea, pensò di redigere insieme alla Camera Nazionale della Moda Italiana il Manifesto Nazionale di autoregolazione della moda italiana contro l’anoressia.

Lo stesso era avvenuto l’anno prima in Spagna con importanti risultati. Un manifesto che si impegnava a “rivalutare un modello di bellezza sano, solare, generoso”. Un modello reale che la donna morbida proposta da Elena Mirò rispecchia in pieno. Un modello che parla di donne con le curve: insomma di donne vere.

Siamo nel 2010 e Milano Moda Donna, evento fashion di assoluto risalto in programma dal 22 al 28 settembre, andrà in scena senza l’ormai tradizionale e confortante apertura della sfilata Elena Mirò, cancellata dal calendario ufficiale. Presenza giudicata incoerente con la nuova filosofia della manifestazione, che ritorna alle modelle “grissino”.

Eppure negli ultimi anni si stava faticosamente facendo strada nel mondo della moda una certa sensibilità nei confronti di temi quali l’anoressia,  e si stava consolidando la controtendenza che rivalutava le esigenze delle donne reali, quelle con le curve e la taglia dalla 44 in su, come dimostrano le recenti attività di altri stilisti affermati.

Nonostante l’evidente controsenso, Elena Mirò ha comunque deciso di non fare polemiche con la Camera della Moda e di proseguire con la propria filosofia positiva. Continuare a sfilare fuori calendario per dare un forte segno di coerenza e orgoglio. E farlo mantenendo come punto fisso il primo giorno di Milano Collezioni: il 22 settembre.

Stampa, bloggers, portali fashion: in tantissimi hanno parlato direttamente o indirettamente di questa vicenda, augurandosi che sia l’ultima occasione in cui le taglie forti vengono considerate out. Raccogliamo qui le principali testimonianze:

Bookmoda.com è ironico nel chiedersi che fine abbiano fatto le “sentinelle anti-anoressia” http://www.bookmoda.com/?p=2542.

Fashion United rimarca invece il fatto che persino Marc Jacobs abbia creato una propria linea plus size, aprendo un negozio a Milano.

Oblioilblog parla di  “Elena Mirò esclusa dalla Milano fashion”: http://oblioilblog.altervista.org/elena-miro-esclusa-dalla-milano-fashion/, così come il magazine online NewNotizie:

http://www.newnotizie.it/2010/08/02/elena-miro-esclusa-dalla-milano-fashion/.


E’ chiara la denuncia di Tu Style: “Vergogna, le taglie forti non sono più “top” recita il titolo, e l’articolo continua: “Ogni 100 italiane, 35 vestono una taglia over 48. Un nutrito esercito con curve e forme che, insieme a noi, ha storto il naso di fronte alla decisione di escludere (…) Elena Mirò”.

Elena Mirò in passerella contro l’anoressia anche se i grandi non la vogliono”, pubblica Il Giorno.


Sfilate, in scena la Milano off” pubblica MF Fashion, che spiega come per Mirò “La decisione di portare in scena una sfilata è stata presa qualche stagione fa con l’intenzione di portare la moda a una dimensione più quotidiana”.

Ne “Il Venerdì di Repubblica” leggiamo: “la moda non passa attraverso le curve, ci eravamo illusi. Torna la magrezza ascetica e tiranna degli stilisti punitivi”. Elena Miroglio, intervista dal giornale afferma: “L’Italia era all’avanguardia, questo è un passo indietro”.

Corsera pubblica: “A Milano non c’è posto per le taglie 46″.

Lisa Sotis per “Il Corriere della Sera“: “Elena Mirò è stata esclusa dal calendario ma è inclusa nella vita delle donne. Tutte le ragazze, dai 13 ai 93 anni, hanno romai capito che mobida è meglio. Morbida ed elegante poi è la sicurezza del successo. Secche, secche tremate, il vento gira”.

CorrierEconomia conclude: “(…)Non c’è posto per le curve e per le donne normali, nella moda”.

Nel frattempo Elena Mirò invita tutte le amiche a sostenere “le donne vere”, le loro curve e il loro orgoglio, diffondendo il proprio messaggio “I love curves” grazie a una mini campagna di comunicazione per sensibilizzare ancora una volta il mondo della moda e la società in generale.

Aderisci anche tu! Condividi il messaggio qui sotto, postalo sui tuoi spazi personali in rete, invialo agli amici e schierati dalla parte delle donne vere.

http://www.elenamiro.com/it/blog/?p=1560

BP – Wir tanken auch Ihren Golf voll!

Maddalena, September 30th, 2010

Greenpeace UK ruft auf das Logo von BP neu zu gestalten.

Behind the Logo:

BP claim that they are ‘beyond petroleum’. But this is a company that is up to its neck in the dirtiest oil going – poised to invest in the Canadian tar sands, and causing environmental catastrophe through deepwater drilling.
Their nice green logo doesn’t really seem to fit them too well, so we ran a competition to find a logo that we could use to rebrand BP.

Weitere Beispiele und mehr dazu unter:
www.flickr.com

INTERNET! THE LAST DEMOCRATIC SPACE… NOT ANYMORE!!!

Nicolo, September 30th, 2010

Bastava il monopolio sulle fonti di informazione? Nè avevamo abbastanza di vedere  RETE 4 trasmettere liberamente su frequenze che non gli appartengono?

Si certo! Ne avevamo abbastanza.. e ci siamo riversati sul web.. abbiamo cominciato a preferire il video on-demand di YouTube…ora sembra non sia più sufficiente!!!

Secondo il Blog del giornalista Mario Tedeschini Lalli i colossi della TV italiana stanno intervenendo in massa a censurare anche in terreni apparentemente liberi cone YouTube.

Nel complesso i Paesi del mondo che hanno fatto una qualunque richiesta di cancellazione di elementi informativi dai servizi di Google sono solo 35 e 17 di questi hanno fatto meno di 10 richieste, per le quali non sono forniti dettagli quanto a servizio coinvolto o numero di elementi da cancellare. Uno, la Cina, proibisce a Google di fornire questi dati perché “considera le richieste di censura un segreto di stato” (!).  Dunque la classifica riguarda 17 Paesi. Ecco qui:

Clicca per scaricare il file in formato excelSu cosa esattamente voglia dire questo primato italiano nella censura di YouTube possiamo fare solo delle ipotesi. La mia è che si tratti di un massiccio intervento dei canali televisivi che richiedono ed ottengono la cancellazione di clip video tratte dai loro programmi. Anche l’altissima media di elementi da cancellare per ogni richiesta sembra indicare che le richieste siano in gran parte di istituzioni che hanno interessi plurimi.

via http://www.aduc.it/

Marken machen Leute

eve, September 30th, 2010

Eine etwas “leichtere” Literatur zu unserem Thema Branding und De-Branding. Es geht um Identifikation mit Marken und Labels und der Frage, ob man sich deren starkem Einfluss heutzutage überhaupt entziehen kann… Daraus resultiert ein überaus amüsanter Eigenversuch des Autors,  Neil Boorman, im witzig verfassten Tagebuchstil. Wer Englisch beherrscht, sollte das Buch “Good bye Logo” am besten im Original lesen!

Zum Reinschnuppern:
STERN.de brachte 2007 ein Interview:

“Kann ein Mensch im 21. Jahrhundert komplett ohne Marken leben? Neil Boorman hat es versucht. Und leidet nach einem Jahr ohne Gucci & Co. immer noch an Entzugserscheinungen…”
Stefanie Luxat sprach mit dem Briten.

Hier könnt ihr euch das Interview auch als PDF  downloaden: Neil-Boorman-Interview-11.2007

Viel Spaß!
Eva

Pizza, Mafia, Pasta, Scooter

kris, September 29th, 2010

Die Wichtigkeit nationaler Images wird ob des Skandals deutlich, den die eine kleine Spass-App What Country auslösen konnte.

Die römische Tourismusministerin Vittoria Brambilla findet Italien-Stereotype nicht witzig. Die 42-jährige empörte sich über eine Spaßapp für das iPhone, in der Italien als Land von „Pizza, Mafia, Pasta, Scooter“ beschrieben wurde. Brambilla drohte gestern juristische Schritte gegen die Verantwortlichen an, „die dem Bild unseres Landes schweren Schaden zugefügt haben“.

Mehr dazu auf ORF.AT im Artikel “Italien: Ministerin empört über iPhone-App“.

Ergänzungen, 3.10.2010:
Ein Screenshot und ein pointierter Artikel auf sowie cnet sowie ein Transcript der (fiktiven) Gerichtsverhandlung Italien gegen Apple mit Frau Tourismusministerin Vittoria Brambilla als Zeugin vom Blog from Italy.

iPhone App What Country